"News Giampilieri" 71° uscita

 

Avanzamento lavori

a cura di Salvo Restuccia

Dopo una lunga pausa rieccoci con il nostro quindicinale.Per quanto riguarda le informazioni sui lavori a Giampilieri, ci sono state brevi pause per i cantieri in attività nel paese infatti a gran ritmo proseguono i lavori sia in Via Puntale che in Via Vallone, infatti nelle scorse settimane si è proceduto all’abbattimento delle ultime abitazioni, che erano ancora in piedi per questioni burocratiche, e che permetteranno al canalone di ricongiungersi con Via Vallone.I lavori di illuminazione nelle scalinate delle Grazie sono stati completati, ma sulla durata delle stesse nutro qualche dubbio, infatti la competenza è del comune che dovrebbe provvedere ad un contratto enel per la fornitura dell’illuminazione continua.Per quanto riguarda la ristrutturazione della Chiesa delle Grazie non vi è ancora nessuna novità, se non che le statue di San Giuseppe e della Madonna delle Grazie sono rimaste giù per ristrutturazione.I problemi di viabilità persistono e non si pongono rimedi e non ci resta,quindi, che aspettare tempi migliori.

Memorie del Passato...a cura di Matteo Cucinotta

I Buttigghi

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"Mario mi raccumannu vogghiu  deci casci i pumadoro,ma annu esseri duci comu u mele comu chiddi i l'anno scosso. Pippo non ti preoccupari dumani 'rriva u cammio i Napuli e sunnu pumadori spiciali"Questa conversazione era solita esserci subito dopo ferragosto tra i paesani e i commercianti che trasportavano i pomodori per la classica bottigliata,o come si dice in Giampuluroto "fare i buttigghi"Dopo il ferragosto passato a mare tra tuffi dalla roccanera  quelli dalla rocca seconda e i più temerari dalla rocca butti,e prima della festa di Crispino, per il giampuluroto c'era un altro appuntamento dal quale non poteva esimersi.I buttigghi i pumadoru.Era tradizione che dopo ferragosto,la famiglia si riunisse per effettuare questa consolidata tradizione di fare la passata di pomodoro,ed imbottigliarle in modo da fare le provviste per l'inverno quando sarebbe stato più difficile trovare i pomodori per fare la salsa.Mario Mazzapica (detto bracera) Pippo e Angelo De Luca (meglio conosciuti come pinna) Pippo D'urso ( u Picciuni) Pippo Scibilia ( u catonzu) e suo cognato, partivano con i propri camion alla volta della Campania dove acquistavano i preziosi pomodori per poi rivenderli ai paesani che li avevano prenotati per tempo.Una volta arrivati in paese con i loro camion stracarichi,provvedevano a smistare le cassette prenotate e consegnarle tramite le motoapi pronte in Piazza Pozzo oppure sul greto del torrente.Da via Trave a via Chiesa, passando per il Vallone e Puntale e arrivando sino a  Lena,in qualsiasi strada del paese si passava, si notavano cassette di pomodori impilate, pronte per essere lavate e pulite,per poi essere messe nei pentoloni e successivamente  essere bollite ed essere setacciate nelle macchinette poste sopra i tavoli.Ogni componente della famiglia aveva un compito specifico: le donne lavavano i pomodori,gli uomini preparavano il fuoco e controllavano i grandi pentoloni affinchè l'acqua arrivasse alla giusta temperatura,ai più piccoli veniva dato il compito di mettere il basilico nelle bottiglie di vetro (che durante l'inverno venivano recuperate) gli altri erano addetti al setacciamento ed imbottigliamento,per poi passare alla delicata fase di posizionamento delle bottiglie nei grandi fusti adibiti a contenitori per far cuocere la passata di pomodoro,questa procedura era sempre curata dal capo famiglia il quale fino al momento dello spegnimento del fuoco era sempre attento affinchè non si rompessero durante la cottura.Passavi per le strade e si sentiva il profumo dei pomodori,ma sentivi anche il chiacchierio delle persone,le urla gioiose dei bambini,che per loro era un giorno di festa, consuetudine era mangiare un pezzo di pane caldo proveniente dal forno di Don Peppe, il tutto condito con olive o formaggio,per i più piccoli c'erano i panini al burro con mortadella comprati "a putia i Don Giacuminu".Tante volte "i buttigghi" venivano fatte in cooperazione con i vicini di casa in modo da aiutarsi a vicenda ed era un bel modo di passare la giornata assieme,anche se alla fine sarebbe risultata faticosa.Una tradizione che con il tempo si è molto attenuata,ma non del tutto scomparsa.Questo ci fa capire che alcune tradizioni sono dure a scomparire, anche se ormai in qualsiasi momento basta andare nei supermercati e si trovano passate di pomodoro di qualsiasi prezzo e marca.Ma non avranno mai lo stesso  gusto e lo stesso sapore di quelle fatte con l'impegno e la dedizione dei nostri genitori in quelle lontane e calde giornate di agosto.

       

                                                           

Messina sempre più sporca

di Emanuela La Face

 

“Ripartiamo dal basso” era questo lo slogan del nostro attuale Sindaco quando si presentò alle elezioni. Ed era azzeccato perché la nostra bellissima città aveva bisogno di ripartire dal basso, perché in quel “basso” rischiava di affogarci.Ciò che scriverò non è una critica nei confronti di ciò che è stato fatto e di ciò che andava necessariamente fatto, ma vuole essere una chiara dimostrazione che c’è troppo schifo (e lasciatemelo dire) in ogni angolo della città.La spazzatura non ha confini: i cassonetti sono sempre più pieni. La pulizia di quest’ultimi non ha data (forse non è mai stata fatta) perché la puzza che si respira nelle vicinanze di un cassonetto è nauseabonda. La quotidiana e normale raccolta non viene effettuata, vuoi perché le discariche sono piene, vuoi per altri motivi, ma è davvero assurdo che nel terzo millennio ancora dobbiamo sopportare cumuli e cumuli di spazzatura ai bordi delle strade o davanti alle abitazioni per parecchi giorni.E non parlo di differenziata, che è partita (se funziona è tabù) solo in qualche piccolo villaggio.Quest’estate si è registrata una presenza elevata di turisti che hanno visitato la nostra città: blatte e topi! Le prime hanno trovato il loro habitat naturale (ovviamente la disinfestazione  non era prevista perché siamo una città di ambientalisti) così come i topi che si sono divertiti a sguazzare indifferenti nelle vie della città, sia in quelle centrali che in periferia, e nelle spiagge da nord a sud.Ma ogni città che si rispetti non dovrebbe programmare la disinfestazione e la derattizzazione? O io vivo nell’utopia di una città pulita, curata?Altro capitolo sono i torrenti (puliti nella mia immaginazione). Lo scorso 8 agosto è venuta giù una consistente quantità di acqua che ha portato a mare una mole di detriti dai torrenti (che erano stati puliti, sempre nella mia immaginazione!). Ovviamente dopo l’acquazzone inaspettato (perché la protezione civile (non) emana bollettini rischio idrogeologico!), si doveva provvedere alla pulizia delle spiagge sommerse da questi rifiuti. No, certamente, ad agosto gli addetti sono in ferie, meglio presentare ai turisti del nord una riviera sud così caratteristica!E dopo questa meravigliosa carrellata di schifezze, io a fine mese dovrei pagare la TaRi (TASSA SUI RIFIUTI) che non vengono raccolti né differenziati, né smaltiti?

Credeteci…che sarà fatto!

Un ospite inaspettato.

di Esmeralda Currò

 

Sembrava un rientro a lavoro tranquillo, ma così non è stato.Prima di entrare in ufficio mi ricordo di una cosa molto importante. "Il caffè!, manca il caffè,non si può".Decido di andare s prendere il caffè. Supermercato ancora chiuso " a momenti apre " midice una vecchietta, e così fu.Entro prendo due pacchi di briosche, giro lo sguardo e noto un’ ombra. "Tu l hai vista?"chiedo a mia sorella, che titubante mi dice di si, rigiro lo sguardo e quello che vedo, anzi chevediamo ci rende immobili.Un piccolo topo si aggirava tranquillo nei banchi frigo." Posa le briosche, prendi solo i caffè lì in alto e usciamo" grido a mia sorella.Arriviamo alla cassa e raccontiamo l’ accaduto al commesso che ci dice di parlarne aldirettore. Ebbene si, se già un topo in un supermercato ti sconvolge, a me ha sconvolto di più larisposta del direttore. " Si signora, lo sappiamo è da sabato che lo abbiamo notato, stiamoaspettando la disinfestazione. ".Dimenticavo, il fatto è successo martedì, quindi sabato era un pò lontano.Ora mi chiedo, si può lasciare un negozio di generi alimentari, con prodotti per bambini, unfine settimana con un topo dentro? Chissà che festa avrà fatto solo soletto.Lascio a voi ogni commento.

Foto dell’altro secolo

a cura di Matteo Cucinotta

 

foto un secolo fa

Giampilieri in Africa.

La fotografia ritrae un nostro compaesano durante la campagna d’Africa.

Ringraziamo il Sign. Biagio Cacciola per il contributo

Giampilieri a tavola…a cura di Esmeralda Currò

Polpette di patate e baccalà

ricetta

Ingredienti:

5oo gr. di filetto di baccalà ammollato

2 uova

500 gr. di patate

prezzemolo q.b.

pangrattato q.b.

sale q.b.

pepe nero q.b.

Preparazione:

Portate ad ebollizione l'acqua e cuocete il filetto di baccalà per 10 minuti circa,scolateli, eliminate la pelle e le eventuali lische,e schiacciate la polpa del baccalà per ottenere un composto granuloso.

Aggiungete le patate precedentemente bollite e schiacciate, il prezzemolo, le uova , il pepe e il sale.

Amalgamare per bene tutti gli ingredienti e farlo riposare in frigo per mezz’ ora circa.

Fate delle frittelline e passatele nel pangrattato.

In una padella aderente versate abbondante olio e friggete le frittelle una a volta, rigirandole di tanto in tanto, fino ad una completa doratura.

Fatele scolate e lasciatele asciugare su un foglio di carta assorbente da cucina.

 

Scatti d’epoca…a cura di Matteo Cucinotta

chi sono

Assieme agli altri “inseparabili amici”

formavano un trio unico.

Sapreste riconoscerlo?

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