"News Giampilieri" 73° uscita

 

Avanzamento lavori

di Salvo Restuccia

Dopo il lungo stop di questa rubrica, riprendo gli aggiornamenti della messa in sicurezza dei lavori che sono principalmente concentrati in Via Puntale, Via Vallone e Piazza Pozzo.Le tre ditte impegnate nei lavori, procedono velocemente, infatti i muri di contenimento su Via Puntale sono stati ultimati e si è passati alle reti per evitare la caduta di detriti. Per il canalone, invece, ancora non è stato delineato, in quanto si sta ancora scavando per congiungere il canale che proviene da Via Palombara a Via Puntale.Purtroppo ancora gli abitanti a cui è stata abbattuta la casa non sono stati risarciti, così come da accordi e attendono i tempi burocratici che sono sempre troppo lunghi.

Passeggiando per le vie

di Matteo Cucinotta

passeggiando per le vie (1)

Da un paio di settimane a questa parte il fine settimana lo dedico alla raccolta fondi  per la festa di S.Nicola,patrono del nostro villaggio.Questo mi porta ad esplorare tutte le vie del nostro villaggio, alla ricerca delle persone rimaste per richiede un contributo volontario, e tutto ciò inevitabilmente mi fa riflettere su  come il nostro villaggio,con il passar del tempo si sia progressivamente svuotato.Addirittura ci sono delle vie che sono completamente disabitate.Inizio il mio viaggio di raccolta dal Calvario e scendendo verso il centro del paese mi soffermo all'altezza del posto ove una volta c'era una fontana e di fronte la casa del sig. Giardina (per tutti Ciccio Briga) ricordando che trovavi sempre qualcuno a capo chino a bere un sorso d'acqua per rinfrescarsi e riprendere il viaggio sia in salita che in discesa, continuo il mio viaggio e arrivo alla piccola teca fatta erigere dalla famiglia Basile (per chi non lo sapesse meglio conosciuto come Pippo Bu) nel quale c'è l'effige della Madonna e mi fa venire in mente la porta del garage sempre aperta.Proseguo e poco dopo mi soffermo su quella scalinata che dal Calvario porta  alla via Trave passando per una galleria che per molti della zona era un posto misterioso in quanto c'era un cancello sempre chiuso. Indeciso se percorrerla oppure no.Mi decido invece a proseguire e scendere dalla strada normale e mi imbatto nel grande albero di fichi che man mano si inclina sempre più'.Quell'albero, nella gioventù dei paesani, era conosciuto come «a ficara» dove i fichi grondavano e dove era obbligo fare una tappa per chi saliva verso il Calvario o il Molino, risento ancora i rimproveri  del sig. Restuccia ( meglio conosciuto come Lessi Papicchia) che non voleva che toccassero i frutti ma sento anche la voce ferma e decisa di Donna Rita che domanda: “ Dove stai andando”  seduta sul piccolo balconcino assieme a suo marito. Mi avvicino all'altra fontana quella di via Fulci luogo d'infanzia e divertimenti con i compagni di un tempo che chissà perchè stranamente sono ancora tutti in paese o comunque non si sono allontanati più di tanto.Proseguo alla ricerca dei fondi e ogni via che percorro mi ricorda una persona che mi riporta ai ricordi di un tempo. Suono i campanelli e busso alle porte, in alcune so che non mi risponderanno,in altre sarò più fortunato e mi apriranno e mi daranno un contributo,ma molte porte rimarranno chiuse  e silenziose come silenziose sono le strade che percorro,quelle stesse strade che un tempo erano piene di vita,dove passavi e vedevi Donna Peppina che ricamava seduta fuori dalla porta,oppure Donna Ciccina che rientrava con la frutta appena acquistata dal venditore ambulante fermo con la sua motoape nel primo posto utile disponibile,sia che fosse Nino Cipollone,sia fosse Franco u pezzulotu.Tiro dritto e passo davanti alla casa di Salvatore Micali (Turi babbu)  un personaggio caratteristico e in un lampo mi ritorna in mente il suo sorriso, ma anche le sue invettive ,giro gli occhi e di fronte mi ritrovo la casa di Giovanni Paesano,altro personaggio caratteristico,ma il tempo è completamente cambiato,da quelle case non escono più queste parsone,sono case per la maggior parte chiuse e disabitate oppure ristrutturate.Penso al trambusto che c'era in ogni via mentre adesso sono in compagnia del mio collega alla ricerca di fondi nel silenzio a volte assordante che ci accompagna.Speriamo che le prossime tappe siano più proficue e magari di trovare più gente per strada come una volta con cui scambiare qualche parola...speriamo.

Continua…

Messina: una città in emergenza!

di Emanuela La Face

 

 

E dopo aver vissuto l’ennesima emergenza rifiuti quest’estate, con annesse blatte, topi e animali vari che gironzolavano indisturbati per le vie della città, gli abitanti di questa bellissima e disgraziata città pensavano di aver visto tutto, ed invece…il peggio doveva ancora arrivare!La città sembrava divisa in due parti: nella zona sud l’acqua usciva dai rubinetti abbondantemente (perché giungeva dalla Santissima) ma da Tremestieri fino alla zona nord i rubinetti dei messinesi sono rimasti asciutti per più di 20 giorni!In questi 20 giorni, è stata messa a dura prova la pazienza dei messinesi che esasperati sono stati costretti a fare lunghe file presso le autobotti dislocate per la città pur di avere un po’ d’acqua. E al di là di tutta l’indecenza per i prezzi elevatissimi dei contenitori per l’acqua, per gli orari di erogazione non rispettati dall’Amam, per le scuole rimaste chiuse per una settimana (anche quelle che l’acqua l’hanno sempre avuta!) e per tutti i disagi causati alle persone anziane, ai disabili, ci siamo ritrovati nel 2015 ad assistere all’ennesimo  scarica barile tra le autorità competenti, alla ricerca dei responsabili di turno.

“La colpa è del sindaco di Calatabiano”.

“La colpa è dei tecnici dell’Amam”.

“La colpa è del sindaco Accorinti”.

“La colpa è del prefetto”.

“La colpa è del Presidente della Regione”.

Di chiunque fosse la colpa, e ai Messinesi poco è importato in quei giorni, il dato drammatico è che rimbalziamo nelle principali testate nazionali come città incapace di gestire un’emergenza così importante causata da una conduttura idrica altrettanto scarsa e scadente che risale agli anni 80.Siamo costretti a pagare l’acqua (e ci sarebbe da aprire una parentesi, visto che ne arriva il doppio di quella necessaria!) quando abbiamo l’Alcantara che naturalmente potrebbe essere sfruttata (ma non è possibile!).Superata la crisi idrica, affrontiamo un altro scandalo chiamato Gettonopoli. I consiglieri comunali che abbiamo votato pensavano bene di prendere la presenza nelle commissioni e poi giravano le spalle e…ciao! Gettone di presenza preso, ma il loro dovere? Non sono, forse, stati votati per rappresentarci?Questa città non è amata né dagli abitanti né da chi la governa!

I consigli di Mary

Come pulire ed igienizzare i giocattoli dei bambini per farli diventare in sicurezza!

i consigli di mary        

I bambini giocano e si divertono senza prestare (giustamente) troppa attenzione all’igiene dei loro giocattoli, ecco quindi come pulire e igienizzare i giocattoli dei bambini per lasciarli divertire in totale sicurezza!

Procedendo per gradi, ci sono due modi per pulire i giocattoli dei bambini, il primo prevede la pulizia e il secondo il modo migliore per igienizzare. Per pulizia dei giocattoli dei bambini si intende lavarli con sapone neutro e acqua tiepida. Questa fase consente di eliminare eventuali residui di cibo e macchie di unto e sporco generico.

Nella seconda fase della pulizia dei giocattoli dei bambini, bisogna igienizzare le superfici eliminando i germi. Per igienizzare i giocattoli dei bambini, si può procedere con diversi rimedi naturali, il bicarbonato di sodio ad esempio è un ottimo alleato. Preparate una soluzione a base di 3/4 di acqua calda e 1/4 di bicarbonato di sodio, mescolate bene, versate il composto su un panno di cotone pulito e strofinate i giocattoli. In alternativa potrete mettere la soluzione di bicarbonato di sodio e acqua in una bacinella e immergere i giocattoli per un’ora prima di sciacquarli e asciugarli bene.

Anche l’aceto bianco è un ottimo rimedio naturale per pulire e igienizzare i giocattoli dei bambini. Preparate una miscela con acqua e aceto in parti uguali, trasferitela in uno spruzzino e vaporizzatela sui giocattoli. Lasciate agire per 15 minuti, poi asciugate con un panno asciutto.

I peluche e i giocattoli in tessuto, andrebbero lavati in lavatrice almeno una volta al mese seguendo le indicazioni sull’etichetta. Per igienizzare alcuni giocattoli è possibile usare la lavastoviglie sistemandoli nel cestello superiore destinato solitamente ai bicchieri. I giocattoli che usate per far divertire i più piccini durante il bagnetto devono essere accuratamente asciugati e sistemati in un luogo asciutto per evitare che la muffa li attacchi.

Foto dell’altro secolo

a cura di Matteo Cucinotta

                                                                                                           Scorcio di un quartiere famoso di Giampilieri.

un secolo fa

Ringraziamo il Sign. Angelo Grimaldi per il contributo.

 

Scatti d’epoca…a cura di Matteo Cucinotta

 

chi sono

Anno 1986:

chi sono gli alunni di questa classe

che frequentavano le scuole medie

nei locali della canonica?

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